Certo, le immagini sono finestre sul mondo reale. Ma anche la nostra idea di realtà muta continuamente. Per rispondere a queste domande, Hans Belting dispiega allora una vera e propria «antropologia dell’immagine». Egli ci dona le sue magistrali interpretazioni delle opere d’arte mentre penetra con altrettanta agilità nei problemi teorici: studia il concetto di «persona» di Cristo come maschera visibile del Dio invisibile, interroga lo statuto della sindone e quello del corpo risorto, risale alla disputa teologica sulla «vera immagine» e analizza, attraverso Dürer, Giovanni Bellini o Francisco de Zurbarán, il problema della sua rappresentabilità artistica.
Dall’icona al ritratto sino alla caricatura, che spezza il difficile equilibrio tra volto e maschera, le diverse strategie figurative hanno opposto nei secoli società e religione. E la storia di queste battaglie assume per Belting un senso estremamente attuale: rivela la posta in gioco nel dominio dei media contemporanei.