La vetrinizzazione sociale ha avuto inizio con la comparsa nel Settecento della vetrina, che metteva in scena e valorizzava oggetti in precedenza inerti e passivi. L’individuo si è trovato così, per la prima volta, da solo di fronte alle merci e ha dovuto imparare ad interpretare il loro linguaggio senza l’aiuto del venditore. Ha dovuto, cioè, abituarsi a leggere la comunicazione visiva, ma anche ad affrontare la vita in solitudine, nella nuova condizione sociale imposta dall’urbanizzazione e dalla modernità.
Nel corso del Novecento, i media hanno progressivamente rafforzato il modello di comunicazione della vetrina, perché sono passati anch’essi dalla fruizione collettiva (manifesti, cinema, televisione) a uno fondato sul consumo solitario (pay tv, Internet). Con il risultato che tutto oggi viene trasformato in fenomeno da «esporre in vetrina» e per gli individui la vetrinizzazione sembra sempre più diventare un obbligo sociale inevitabile.